La digitalizzazione in azienda: il ruolo guida dell'ICT Manager

08 Sep 2022 07:00 AM By Davide Micheli

Digitalizzare l'azienda con il proprio ICT Manager

Nel corso degli ultimi due anni, il tema della digitalizzazione delle imprese è balzato agli onori della cronaca. Fino all'epoca pre-pandemica, l'esigenza di digitalizzare (anche) le PMI non sempre ha trovato una risposta tempestiva e finalizzata ad una transizione ordinata.


Questo retaggio culturale ha comportato - in tante piccole/medie realtà imprenditoriali - l'inesistenza di una figura cruciale come quella dell'ICT Manager. Quante PMI vantano nel proprio organico la presenza (attiva!) di questo collaboratore?


Perché l'ICT Manager è tanto rilevante anche nella digitalizzazione di una PMI? Quanto è determinante il suo contributo nel migliorare le prestazioni dell'azienda nel suo complesso?


Nei prossimi paragrafi risponderemo insieme a questo quesito.

Chi è esattamente l'ICT Manager?

La figura dell’ICT Manager - dall’inglese, «Information and Communication Technology Manager» - ha una natura poliedrica:

  • di tipo consulenziale, nella scelta dei prodotti informatici;
  • di tipo C-Level, con la sua responsabilità estesa ai servizi di Information Technology (o IT);
  • di tipo manageriale-operativa, nell’ambito gestionale dei servizi informatici dell’impresa.

In passato, quando la digitalizzazione-informatizzazione delle aziende era ai suoi albori, spesso ci si riferiva a questa figura con l’appellativo generico di “informatico”.


Si tratta di una definizione ancora attuale? La risposta è no.


L’evoluzione IT è stata di così ampia portata – e capace di penetrare in ogni ambito dell’attività lavorativa – che non è più possibile circoscrivere a questa accezione il ruolo dell’ICT manager in azienda.

Informatico VS ICT Manager

Premesso che questo dualismo avviene prevalentemente nelle PMI, nelle aziende strutturate il ruolo dell'IT Manager è sempre stato visto in modo chiaro, seppur spesso nascosto da altre figure manageriali come il Chief Operation Officer, non è per amore di anglismi o dei «prestiti di lusso» che si designa così questa figura professionale.


Il vecchio – affettivamente parlando – «informatico» ha spesso avuto un ruolo di factotum della tecnologia in azienda. Quante volte lo si sollecitava, ad esempio, per questi problemi:

  • modem/router malfunzionanti;
  • server (proprietari) operativi a singhiozzo;
  • software poco reattivi;
  • minacce informatiche assortite (e di non meglio identificata natura) presenti sui dispositivi.


Il suo coinvolgimento, in una logica di progettazione e strutturazione dei processi e delle attività aziendali, era soprattutto sollecitato per prestazioni tipicamente operative.


Solo nelle PMI maggiormente all’avanguardia da un punto di vista delle politiche di Governance d’impresa si è deciso di ricorrere all’ICT Manager.


In questi casi, si è sancito il tramonto di quell’approccio un po’ obsoleto nei confronti della tematica dell’informatica - e dei professionisti IT - e del suo ruolo in azienda.


Questa figura, laddove adottata e riempita di significato, è diventata propedeutica allo sviluppo di una visione d’impresa proiettata al futuro.


Dove la gestione ICT ha assunto un ruolo strutturale e non solo quello di un «supporto collaterale» - cioè non integrato nella cultura manageriale - le attività imprenditoriali hanno conosciuto un’evoluzione capace di offrire una risposta più efficace alle sfide di adattamento del proprio business (e della sua redditività) di fronte a nuovi scenari.

Cosa può fare l'ICT Manager?

Come abbiamo delineato in precedenza, l’ICT Manager è una figura “poliedrica”.


È in grado di essere operativo (ma conservando un ruolo manageriale), giacché ha la responsabilità nell’assicurare servizi informatici funzionali allo sviluppo dell’impresa.


Allo stesso tempo, esercita i suoi compiti di gestione dei sistemi informatici, senza trascurare di supervisionare aspetti rilevanti come quelli delle connessioni o della sicurezza informatica.


Non da ultimo, come abbiamo anticipato in precedenza, l’ICT Manager ha anche la funzione di «consulente tecnologico» per la PMI.


L’azienda, infatti, si affida a lui quando ha bisogno di:

  • individuare i servizi informatici più consoni alla sua realtà imprenditoriale;
  • scegliere i prodotti software/hardware per garantire l’operatività a tutti i livelli;
  • sottoporre al management d’impresa soluzioni e strumenti per l’elaborazione dei dati;
  • suggerire quali approcci e strategie adottare per offrire standard adeguati di sicurezza.


Come si può evincere, la figura ha un coinvolgimento tale da risultare strutturale allo sviluppo dell’impresa.


Nell'epoca di digitalizzazione attuale (ma anche per gli sviluppi futuri), l’ICT Manager ha un ruolo che lo porta a conoscere in modo globale i processi aziendali.


Una corporate governance al passo coi tempi non può prescindere dal suo coinvolgimento, perché la sua figura crea un’osmosi ideale in azienda: la dimensione tecnologico-digitale incontra infatti ogni area dell’organizzazione.


Proprio in ragione della natura «strutturale» – che può essere propedeutico al successo dell’intero business – ogni dipartimento di Information Technology (o IT) dovrebbe essere guidato da un professionista capace di individuare interessenze e interdipendenze che esistono nelle diverse aree aziendali, gestendo tutto ciò in ottica inter-multidisciplinare.

Alcuni esempi delle attività svolte dall'ICT Manager

Ecco, a titolo di esempio, alcune delle mansioni che riguardano in prima persona la figura dell'ICT Manager:

  • supervisione attiva della squadra IT;
  • coach delle pratiche e funzioni digitali oltre che l'innovatore dell'azienda
  • pianificazione dei progetti di ammodernamento/potenziamento dei sistemi informatici;
  • gestione del budget IT e allocazione in funzione delle priorità dell’impresa;
  • elaborazione di procedure, linee guida e protocolli;
  • sviluppo e coordinamento dei progetti informatici d’impresa;
  • configurazione dei più recenti dispositivi e software;
  • supervisione e verifica del corretto funzionamento dell’infrastruttura tecnologica;
  • gestione dei database e delle reti aziendali (LAN,…);
  • preparazione e verifica delle strategie di sicurezza informatica (hardware e software).


Soffermiamoci sull’ultimo punto: quello che richiama alla mente il tema della criminalità informatica. Hacker, virus, spyware, ransomware e minacce affini non sono fenomeni recenti.


Eppure, è innegabile che la digitalizzazione – spesso precipitosa e superficiale – condotta da alcune imprese ha avuto il merito di attirare il grande pubblico su questi argomenti. In modo particolare, i furti di dati preoccupano sempre più le PMI, consce del fatto che i dati sono la moneta del nuovo millennio.


Del resto, anche normative come la GDPR – e la futura (rivisitata) LPD – impongono l’adozione di misure atte a proteggere le informazioni.

L'ICT Manager: l'interfaccia, il volto umano, tra la tecnologia e le persone

Oltre a conoscere hardware e software, l’ICT Manager si rapporta con tutti i professionisti del comparto IT al di fuori dell’azienda.


Allo stesso tempo, è l’anello di congiunzione tra la dimensione tecnologico-digitale e le persone che non conoscono questo ambito.


Per questo motivo, il suo ruolo comunicativo – soprattutto in merito alle strategie tecnologiche – è di primaria importanza per consentire a management, collaboratori, fornitori e clienti di «parlare la stessa lingua» e, quindi, di capirsi.


Nel fare ciò, l’IT Manager fa ricorso ad un mix di cosiddette soft/hard skill:

  • conoscenza della lingua inglese;
  • problem solving;
  • capacità di lavorare in squadra;
  • empatia e facilità nel comunicare con persone che non conoscono l’ambito tecnologico;
  • conoscenze e abilità di project management;
  • gestione delle risorse (budget) per l’ambito IT.

    Questa figura professionale deve quindi mettere la tecnologia al servizio delle persone e dell’azienda, avendo ben in chiaro come la digitalizzazione possa creare valore, supportando l’azienda nel raggiungimento degli obiettivi di business.


    La capacità di intravvedere – e, se possibile, anticipare – i trend tecnologici emergenti che possono soddisfare al meglio le esigenze organizzative/operative IT dell’azienda, per aiutarla a focalizzare gli investimenti e crescere in modo ordinato, è un’altra competenza che non deve mancare all’ICT Manager.


    Può sembrare superfluo ricordarlo, ma la digitalizzazione ha portato con sé tempi sempre più ristretti per individuare soluzioni ai problemi che si pongono quotidianamente.


    Gli errori del comparto ICT – se di ampia portata – possono compromettere l’esistenza stessa dell’azienda. Ecco perché questa figura deve saper operare in contesti dove si è spesso sottoposti a notevole pressione.


    Del resto, l’azienda si aspetta dal suo ICT Manager un contributo tangibile per:

    • incrementare la produttività;
    • ottimizzare i livelli di efficienza dei processi;
    • ridurre gli oneri derivanti da soluzioni IT vetuste (non più concorrenziali);
    • raggiungere standard operativi che assicurino maggiori ricavi;
    • implementare soluzioni di sicurezza informatico all’avanguardia;
    • rispettare gli standard (ISO) applicabili al comparto tecnologico;
    • adempiere le leggi nazionali ed internazionali applicabili al contesto ICT.

    L'ICT Manager è la chiave della digitalizzazione consapevole delle PMI

    Consci del nostro ruolo di associazione sempre più orientata alla logica di hub di servizi, come itSMF Switzerland sottolineiamo l’importanza di supportare il percorso di digitalizzazione – soprattutto nelle PMI – senza trascurare le sfide e i rischi che questo comporta.


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